
martedì 23 dicembre 2008
giovedì 18 dicembre 2008
...
mercoledì 10 dicembre 2008
domenica 7 dicembre 2008
I volti sparsi...

Serata di sabato...
Rimesso piede al "Magazzino di Gilgamesh" dopo molto, forse troppo tempo.
Volti spuntati dal passato...
Volti famigliari...
Volti amici...
Volti mai visti prima...
Volti conosciuti ma incontrati la prima volta dal vero...
Volti soddisfatti...
Rob e Le Note Sparse hanno passato la prima selezione di "Rock targato Italia",
..non avevo dubbi...
p.s.
Questa la capiamo solo in due, un cellulare distrattamente lasciato sul tavolino ha fatto si che a fine serata mi ritrovassi a dividere una...sigaretta con "la persona seduta sullo sgabello a fondo sala..." nulla di più ;)
venerdì 5 dicembre 2008
venerdì 28 novembre 2008
martedì 18 novembre 2008
domenica 16 novembre 2008
...perché un titolo?


Freddo...
Freddo è la prima sensazione che mi assale appena mi chiudo la porta alle spalle. Buio è la seconda.
Insieme sembrano dare vita ad una notte di carta vetrata, aria acerba, foglie arrugginite a terra. Alzo il bavero, attraverso la strada sotto il battere in tre quarti del giallo che lampeggia, neanche un gatto randagio mi è testimone. No non devo pensare, conosco la strada, avverto solo gli spilli che entrano nei polmoni ogni volta che inspiro ed i pensieri come sassi schizzati via. Sotto i portici file regolari di pilastri, alla base regolari segni di innumerevoli pisciate di cani. Le osservo sempre con un velo di soddisfazione quelle macchie alla base dei pilastri, non so perché ma il pensiero che i cani se ne fottano e si liberino dove gli pare, alla faccia di tutti, mi mette sempre di buon umore.
Alla fine dei portici il distributore automatico, già so che non ci saranno le Davidoff, ma guardo comunque, già so che opterò per le Lucky, già so che di notte non sei neanche libero di scegliere da quale marca farti uccidere...
Alle spalle una macchina dei carabinieri rallenta, forse sto scassinando il distributore con una banconota da cinque euro. Mi viene da bussargli al vetro e chiedergli i documenti, lascio morire il pensiero, per questa settimana ho già dato. Il resto sferraglia mentre scende, raccolgo e ritorno. Stesse macchie sui pilastri, stesso semaforo giallo a scandire il suo tempo. Mi lascio alle spalle il gelo, sacco di pelo prende atto del mio ritorno alzando un sopracciglio, butto le chiavi più o meno al loro posto e tolgo gli spiccioli dalla tasca.
Gesti collaudati e senza peso.
Ora sono qui, seduto più o meno scompostamente, ho appena posato un cellulare sul quale ho provato a scrivere un messaggio prima di abbandonarlo per l'ennesima volta. Ho una sigaretta che pende dall'angolo della bocca, devo aver aperto il pacchetto e averne sfilata una senza accorgermene... com'è facile, com'è paradossalmente naturale quel gesto.
Le dita sfiorano i tasti del laptop, non producono rumore, non producono lettere, parole, frasi e periodi. Mi trovo a desiderare con timore che si inneschi lo stesso inconscio processo che ha fatto si che mi ritrovasi una sigaretta in bocca ma con le dita non funziona, è più difficile saltare a piè pari la ragione, fare lo sgambetto alla razionalità e distrarre il pit bul di guardia ai pensieri. Se così fosse, questo post sarebbe infinito e con tutta probabilità l'ultimo.
Non tutto è semplice come scegliere la marca con cui avvelenarsi con lentezza...
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giovedì 13 novembre 2008
giovedì 6 novembre 2008
...e non avevo più parole...

...
Vinicio Capossela - Orfani Ora -
Siamo orfani ora
io te e la strada
se non si divide il buio
si tradira’ sempre la luce...
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Vinicio Capossela
lunedì 3 novembre 2008
Trapped...


Lei è qui...
Qui da prima che ne avessi coscienza, Lei sapeva già tutto in principio, non doveva chiedere nulla, forte della sua collaudata certezza.
Si presentò così, con finta noncuranza. Un incontro in apparenza casuale ma del tutto calcolato, così come solo pochissime donne saprebbero fare. La ricordo, salutò garbatamente e pazientemente si predispose ad attendere, come chi ha già avuto mille uomini, come chi sa in anticipo che diventerà il contorno e la strada, quella strada che, inspiegabilmente, così come alcuni divide, altri unisce. Indicò la strada, sorrise...
Ora è qui, invisibile nella sua forma, è qui col suo sorriso vivido a sussurrarmi " ...non è niente, fa niente davvero...", come se tutto le fosse chiaro . E' qui come c'era la sera in cui mi scoprii le guance bagnate di salato, era con me la volta in cui entrai in una buia stanza d'albergo, c'era quando mi persi nelle retrovie, quando non ebbi palle, quando di palle ne ebbi troppe, quando le palle me le raccontai da solo, quando fui spaventato dalla bellezza. Lei è qui ora, ombra visionaria delle mie risate, com'era qui a massaggiarmi le spalle e il collo quando, livido, rientravo dopo aver percorso strade in contromano, quando non arrivavo dall'altra parte e quando, invece, vedevo la luce al fondo e sorridevo nel sapere di avere ancora tutto da perdere o guadagnare.
C'è ancora, insostituibile, c'è perché è sempre lei la vertigine, la magia che mi fa riaprire gli occhi e mi prende per mano il mattino dopo, quando arrancando giù dal letto riscopro che la realtà è soventemente un paio di gin tonic più in basso rispetto alla notte prima... ma posso permettermi ancora di sognare di essere da un'altra parte.
Lei, la Musica...
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lunedì 27 ottobre 2008
domenica 26 ottobre 2008
Luminous Signals Which Tweak My Sight...

Talvolta...
non sempre, ho parole che, nella loro muta eleganza, soffocano sotto una stretta di suoni e tonalità di colori...
Parole che, strozzate, non vedranno mai la luce.
Parole che, forse, non hanno alcuna ragione di distillarsi in onde acustiche...
e da lì... propagarsi...
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venerdì 24 ottobre 2008
lunedì 20 ottobre 2008
It's three o'clock in the morning, I'm on the streets again...

Questa notte,
notte di transizione tra un'acre domenica colorata di silenzi ed un incerto lunedì,
Onigiri Girl con la "sua" versione mi ha riportato alla memoria questa,
ormai sepolta dal tempo...
Thin Lizzy - Dancing in the Moonlight
sabato 18 ottobre 2008
Non sai mai cosa ti aspetta...

Chi mi conosce bene - e con bene intendo quanto meno di persona - sa che grosso modo tendo a disperdermi tra la folla. Eppure ieri ho avuto la netta impressione di essere stato pagato profumatamente, quindi decisamente più di un idraulico, solo per fare due chiacchiere... Insomma, una cosa a metà tra l'assistente sociale ed il gigolò di terz'ordine... Curioso...
o affascinante... Ci devo ancora riflettere.
p.s. sono permesse battute, io mi sono auto censurato per decenza... ;)

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venerdì 17 ottobre 2008
...
giovedì 16 ottobre 2008
Avevo un post...

Si, avevo un post.
A volte, non sempre ma a volte, mi trovo a formulare pensieri sotto forma di post, forse non è un bene ma così è...
Ieri sera guidavo verso casa e non pensavo. Forse, complici i semafori rossi, la musica ed un Southern Comfort & Ginger Ale in un locale del centro, ieri sera non pensavo... postavo.
Battevo a due mani sui tasti della mente storie di percezioni, sfioravo la tastiera che a volte ho nella testa e inconsapevolmente scrivevo sulla differenza tra oggettivo e soggettivo.
Ho postato per me, righe e paragrafi, periodi in un cui consideravo che per quanto immerso in un'innegabile (?) oggettività, la stessa fosse vissuta come una serie di momenti del tutto soggettivi. Attimi in cui fai lo sgambetto a quella che potrebbe essere la realtà, la lasci fuori dalla porta e ti concedi il breve lusso di plasmarla soggettivamente. Modifichi, aggiungi e togli a piacimento, a sensazione, a pelle, sul momento.
Forse è giocare con se stessi in modo pericoloso, forse è l'unico modo di vivere che conosco, forse è l'unico modo di vivere e basta.
Non mi sono spinto oltre, non ho cercato risposte, il post ha iniziato a sfilacciarsi, le cuciture a cedere punto dopo punto sotto il peso di troppe parole, parole che c'erano e parole che non ho trovato.
Ecco, avevo un post...

- Street Of Hope, Leonidafremov -
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giovedì 9 ottobre 2008
Non Luogo...

Questa notte, vinto il sonno, è tornata subdolemente la voglia di Messico.
Messico è un non luogo...
è idea...
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lunedì 6 ottobre 2008
Stuck in reverse...

Vi sono notti che corrono come Eurostar, ti siedi al tuo posto, tiri fuori le idee dal bagaglio e lavori.
Lavori incurante del tempo che passa, tra uno sguardo distratto al finestrino ed un caffè caldo arriva la stazione di destinazione, e con essa le prime luci dell'alba.
Saluti la tizia seduta al posto dietro al tuo con la quale hai scambiato due piacevoli chiacchiere durante gli attimi di relax e ti incammini, come sempre, dal tuo lato della pensilina. A volte silenziosamente, altre, canticchiando magari tra te e te - come suggerito nel post precedente -"All I wanted, all I needed, is here in my arms..."
Altre notti fai la le stesse cose: sali, ti siedi e tiri fuori le tue carte ma al primo caffè ti tendi conto che qualcosa non torna, forse il rumore, forse gli scossoni. E' allora che volgendo gli occhi al finestrino ti accorgi che quelle che dovrebbero essere sfocate scie di luce che corrono nella notte, sono invece nitidi fotogrammi, immobili nel loro mutare. In quelle notti, solo in quelle, sei su un locale. Tocca sorbirsi tutte le fermate, nessuna esclusa. Il biglietto l'hai pagato al prezzo di sempre, probabilmente hai solo sbagliato binario.
E' allora che ti guardi intorno e noti che la solita tizia non c'è, lei non ha sbagliato, è sul treno giusto. Non la chiami, cosa potresti dire? " Ciao, sono quello di sempre, ho solo sbagliato a salire... " no, non lo fai. Continui a guardare fuori dal finestrino e senti risuonare nelle orecchie la frase "Lo stile della foto mi ha ricordato qualcosa..." e tu sai perfettamente cosa, ma sai anche di più, ad esempio che quella foto ritrae un momento realmente esistito ma mai fissato su pellicola.
Tra una fermata e l'altra i pensieri si muovono più velocemente del mezzo che li trasporta, vagano avanti e indietro, fanno escursioni ai lati, girano su se stessi senza arrovellarsi, hanno ormai smesso da tempo di farlo, mentre nella testa risuonano le parole:
"When you try your best but you don't succeed
When you get what you want but not what you need
When you feel so tired but you can't sleep
Stuck in reverse..." **
Stuck in reverse... perché no, in fondo queste notti hanno un sapore di realtà eattamente come le altre...
Alla fine, in qualche modo, arrivi alla tua stazione e scendi. Il bagaglio è leggermente più pesante anche per chi, solitamente, viaggia leggero. Vorrresti incamminarti lungo la pensilina, magari canticchiando sempre tra te e te "Lights will guide you home... And ignite your bones... And I will try to fix you..."**
Invece ti incammini e basta...
Forse l'Eurostar ci sarà al ritorno.
** Fix You - Coldplay

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venerdì 3 ottobre 2008
And so...


- Didn't write today?
- Not yet, maybe later in the night... but maybe.
Some ideas but little words... it's not easy.
- Little words? or few words?
- Both...
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mercoledì 1 ottobre 2008
all i need is... all...


Cercasi, possibilmente prima di ieri, qualcuno/a (meglio a) che mi spieghi tutto...
ma tutto tutto...
Astenersi sette religiose e coloro che pensano di sapere tutto...
ma tutto tutto...
ma tutto tutto...
Astenersi sette religiose e coloro che pensano di sapere tutto...
ma tutto tutto...
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lunedì 29 settembre 2008
No Excuse...

Vero, uso molto il telefono.
Ci passo molto tempo...
ok ok, per un motivo o per un altro ci passo una fetta importante della giornata.
E questo è un fatto, discutibile quanto si vuole ma innegabilmente vero.
Oggi rientro a casa, poso chiavi e giacca e con gesto meccanico poggio i due, perché ormai sono diventati due, cellulari a fianco del laptop.
Siedo sulla poltroncina, appoggio le gambe sul bracciolo della sedia a dondolo che ho a fianco, musica a palla e...rimango fulminato da un'immagine, nella distanza di meno di mezzo metro ho un cordless, due cellulari ed una linea voce sul laptop... quattro e ripeto quattro utenze telefoniche.
Come mai? a cosa mi servono quattro telefoni?
eppure sono li, cazzo... sono proprio li!
Ora, io - fortunatamente - non ricopro incarichi di responsabilità, non dirigo nulla, non faccio il manager e neanche il pappone... e allora com'è possibile che mi servano quattro linee?
E le uso tutte, non sono riuscito a capire bene come e perchè ma è innegabile che le usi.
Esattamente in quale momento mi sono distratto ed ho perso il controllo?
Oltretutto non sono molte le cose che si possono fare con un telefono, moltiplicando questo concetto per quattro, il risultato rimane che continuano a non essere molte le cose fattibili con quattro telefoni...
Ultimamente poi scopro sempre più cose che vorrei fare ma che il mezzo non consente...
Recentemente ho ad esempio imparato che per quanto ci si sforzi è assolutamente impossibile riparare uno sciaquone del cesso a distanza...
Giuro!!!
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domenica 28 settembre 2008
yeah, yeah, yeah, yeah...

Ho fatto di tutto per non andare al concerto dei R.E.M.
mi sono impegnato a tal punto...
che questa sera ero in prima fila.
...un classico...
destino
Ora devo capire se farci due chiacchiere faccia a faccia
o lasciarlo bruciare per conto suo...
o mio...
...yeah, yeah, yeah, yeah...
mi sono impegnato a tal punto...
che questa sera ero in prima fila.
...un classico...
destino
Ora devo capire se farci due chiacchiere faccia a faccia
o lasciarlo bruciare per conto suo...
o mio...
...yeah, yeah, yeah, yeah...
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mercoledì 24 settembre 2008
The drugs don't work... unfortunately...

Prima, non molto tempo fa ma prima, scrivevo.
Aprivo una pagina e la riempivo, erano sciocchezze, erano interessanti, insulse o sentite ma scrivevo e la pagina la riempivo.
Ora ci sono le vignette, sembrava difficile all'inizio, ora lo è meno.
Basta un'idea, spesso te la ritrovi in mano, non sai da dove è venuta ma non ti resta che ambientarla, incastrarla in un attimo congelato ed il gioco è fatto. E' fatto indipendentemente dal risultato.
Ora mi guardo intorno e quello che vedo sono solo spezzoni , due cellulari poggiati distrattamente vicino al laptop, muti a quest'ora della notte, un bicchiere di caffè lungo e freddo ormai da un po, sul tavolino una confezione con troppe x sopra, che serve... ma non serve a un cazzo...
Un post it con un indirizzo che non so se aprirò, c'è un biglietto sulla mensola e che li resterà, un pacco di Luky a metà e che domattina sarà vuoto.
Una rosa secca appesa a testa in giù, non so perché sia li, so che li rimane perché sempre c'è stata, occhiali da sole che a quest'ora non servono ma che vorrei comunque indossare.
C'è sacco di pelo che mi scruta annoiato , un libro che sto centellinando, ogni tanto ne leggo un passo, ogni tanto lo leggo per altri.
Una lampada accesa... da sempre, il posto vuoto dove c'era il televisore, un accendino che non ho scelto io...
Sono idee o è un'ambientazione?
E comunque... come metterle insieme e congelarle in un attimo?
Forse sono solo atmosfera...forse questa...
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martedì 23 settembre 2008
domenica 14 settembre 2008
sabato 6 settembre 2008
Una poesia anche per voi

Per voi...
Per voi che vi sentite coinvolti...
Per voi che vivete con il cuore, ma avete paura di far male a quello degli altri...
Per voi che vi costringete a vivere di rimpianti, piuttosto che di rimorsi...
Per voi che sapreste cosa fare, ma non trovate il modo...
Per voi che avreste trovato il modo, ma vi è sfuggito il cosa...
Anche per voi una poesia ci sarà, presto o tardi.
Magari piccola, ma in fondo sono quelle più belle.
O no?
venerdì 5 settembre 2008
Considerazioni notturne... e confuse

Ieri notte, un occhio al computer ed uno alla CNN, ho avuto la felicissima idea di seguire la diretta della convention dei Repubblicani.
Spettacolo...
Un Rudolph Giuliani che, con lo stesso occhio vitreo di quando si aggirava senza meta tra la polvere delle Twin Towers, cercava d caldeggiare la candidatura di un improbabile Mc Cain. Un florilegio di attacchi stantii all'avversario, qualche momento in cui si palesava un evidente disorientamento senile, nemmeno l'ombra del vecchio stronzo Giuliani di un tempo. Quello che caricava i barboni del centro città sui furgoni e li scaricava in periferia tanto per intenderci.
Discorso da brividi a fior di pelle, tutto a girare su due concetti, una frase comprendeva la parola "God", quella seguente "American Hero", e avanti così per quarantacinque minuti buoni, a volte andava di culo e God ed American Hero riusciva ad infilarli nella stessa frase. A quel punto tripudio, cori ed eiaculazioni da parte di centinaia e centinaia di sempliciotti ipernazionalisti vestiti con gli abiti della domenica, provenienti dai più improbabili angoli degli States, pargoli al seguito e mogliettine con l'immancabile espressione stile "tupperware" stampata sul volto. Ciliegina sulla torta la sempre improbabile candidata alla vice presidenza, tale Sarah Palin, già governatrice dell'Alaska. Tizia a metà tra una sciampista ripulita in fretta e furia e per metà uscita da Una mamma per amica, Gilmore Girls per gli anglofoni. Una sorta di Condoleezza Rice sbiancata ma stronza in egual misura ma con l'aggravante delle labrra taglio lewinsky...
Sulla sigla finale, un mix di inni religiosi e inno nazionale, God save the Queen l'hanno evitato anche se penso solo per dimenticanza, sono stato folgorato dai seguenti pensieri:
Primo pensiero:
Hollywood non inventa nulla, gli sceneggiatori non esistono, si limitano a filmare la realtà...
Secondo pensiero:
Non c'è un cazzo da ridere, noi avevamo un tizio che chiamava l'avversario "il principale esponente dello schieramento a me avverso" e abbiamo finito per eleggere un metro e mezzo scarsi di pendenze giudiziarie....
Terzo pensiero:
Sono fottuto, ora dove scappo...
Quarto e ultimo:
Io sono leggenda...
P.S.
Il quarto arriva meglio a chi ha letto il libro di Matheson invece che vedere il film...
giovedì 4 settembre 2008
Basta tergiversare...posta bastardo!

Di fronte a cotanto entusiasmo non posso tirarmi indietro.
Facciamo così, ora sono le sei di mattina, questo post è programmato per pubblicarsi ( cazzo, fa tutto da solo...) esattamente alle 8,42 di mattina.
In questo momento sono ovviamente sveglio, tuttavia quando lo leggerete spero di dormire.
Veniamo al dunque, dovrei svegliarmi alle 14,30 per cui chiunque sia in possesso del mio numero è pregato di attaccarsi al telefono più o meno verso quell'ora e lasciarlo squillare fino a che non mi sveglio.
Molto gentili...
domenica 31 agosto 2008
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