
-sul disegno per dimensioni reali-E' arrivato in mattinata, mentre dormivo.
Qualcuno è passato dalla porta interna che lascio sempre aperta e l'ha posato sulla tastiera del portatile perennemente acceso, di modo che lo vedessi.
Appena alzato mi sono infilato distrattamente un paio di jeans,versato come prima cosa la solita tazzona di caffè all'americana, poi mi sono voltato ... e l'ho visto.
Bloccato caffè in mano, fermo in mezzo alla stanza. Sacco di pelo richiedeva stizzito la colazione, io fermo, lo sguardo fisso su quel pacco della Express Courier...
Finalmente l'ho preso in mano, l'ho girato e le dita sono scivolate da sole sul mio nome scritto a mano, scritto con una calligrafia sconosciuta ma allo stesso tempo così simile alla mia, poi l'ho posato.
Ho finito il caffè con calma, sempre guardandolo, avrei voluto lasciarlo li... e così ho fatto, sapevo di poterlo aprire una sola volta e volevo rimandare il più possibile.
E li è rimasto, un'ora, due, non so quanto, io sempre consapevole della sua presenza.
Vi è rimasto fino a che non ho deciso fosse l'ora di aprirlo...
E dentro...
Dentro vi era tutto. L'invisibile ma palpabile presenza di occhi che hanno visto, il calore lasciato da dita e pelle che hanno toccato, milioni di parole , chissà quanti pensieri...
Vi ho poggiato sopra il palmo aperto della mano e...
Le sensazioni, vive.
Le distanze, annullate.
Ora è qui, di fianco a me, nell'attesa di poterlo rendere...
Non solo "Non si muore tutte le mattine", in alcune ci si sente più vivi...
Grazie...