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Visualizzazione post con etichetta Donna Femminilità. Mostra tutti i post
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domenica 3 agosto 2008

La mescolanza sottrattiva nella donna...

Bleekico






Oggi, primo pomeriggio di domenica. Tra una pennellata e una velatura, complice il soggetto su cui stavo lavorando, la mia mente ha avuto il tempo di gingillarsi analizzando la scelta dei colori nella Pop art, filone artistico sviluppatosi negli States a partire dai primi anni '60. La mia attenzione si è fermata sulla particolare costruzione cromatica che spesso si può ritrovare sulle opere di Jean Michael Basquiat.
Argomento già affrontato poco tempo prima - nei confronti della Pop art in generale - durante uno dei consueti incontri tra artisti, leggasi tre strappati seduti ad un tavolino che vaneggiano sotto gli effluvi di abbondanti Southern Comfort tagliato con Ginger Ale, cercando di entrare nella testa di personaggi mai conosciuti, senza per altro avere l'accortezza di entrare prima nella propria...
Basquiat era solito ottenere le tonalità volute miscelando colori primari puri, o come più correttamente definiti dal fisiologo tedesco Hewald Hering, primari psicologici.
La tecnica alla base della composizione della tavolozza di qualsiasi pittore e fondata sulla mescolanza additiva dei primari, concetto di per sé già vago nel significato, non esistono in realtà colori primari se non per convenzione.
Se si tiene conto che nella miscelazione additiva entrano in gioco, nel momento della creazione, diverse componenti psicologiche dovute ai progressivi cambi di tonalità e che questi risvolti hanno spesso un rilevante peso sulla scelta della sfumatura finale, è venuto spontaneo domandarmi come avrebbe influito sulle sue opere un approccio basato sulla mescolanza sottrattiva dei primari...
Ora, per questo post avevo a disposizione due idee, la prima consisteva nel gettarmi a testa in giù nell'esplorazione della psiche del discepolo di Warhol, la seconda - comunque legata ai processi psicologici - era fare mente locale ed elencare le frasi, dalle più comuni fino alle più fantasiose, anch'esse basate sulla mescolanza sottrattiva pronunciatemi nel corso del tempo da parte delle donne prima di evaporare del tutto...
Complice la funzione di riproduzione casuale di You Tube (non esiste, lo so, ma penso che da domani la implementeranno...), esattamente al secondo 00.00.54, il sorriso di DolceNera mi ha traghettato in una direzione...


10 - Sei uno stronzo! (diretta, onesta e per questo forse la più apprezzabile)

9 - I miei non sono d'accordo... (era maggiorenne, giuro)

8 - Il mio ragazzo non la ritiene una buona idea... (poco flessibile)

7 - La mia ragazza non la ritiene una buona idea...! (molto poco flessibile)

6 - Devo partire per le vacanze, dobbiamo rompere... (pragmatica o stronza)

5 - Non mi sento all'altezza della situazione... (ancora non ho capito quale situazione)

4 - Voglio proteggerti da me stessa... (ultime parole famose)

3 - Se continuiamo poi mi mancherà il sesso con te... (???)

2 - Avevo voglia di sentirti, ma ho il telefono guasto e l'ho preso come un segno...

1 - Non capisco perché quando interagisci con i tuoi amici sei così diretto e deciso mentre con me sei così dolce...
p.s.
L'autore, che poi ovviamente sarei io ma detta così suona vagamente più autoreferenziale, non si assume alcuna responsabilità qualora qualche rappresentante del genti sesso, passando da queste parti, decidesse di prendere spunto ed usasse alcune delle frasi elencate su qualcuno leggermente più sensibile del sottoscritto...

sabato 5 luglio 2008

...

Bleekico


- Portrait of Marilyn by Richard Avedon, 1957 -

Cybill Shepard ebbe a dire che "Marilyn Monroe aveva curve in posti dove le altre donne non hanno nemmeno i posti..."

Concordo pienamente con questa definizione, la femminilità la si può conquistare fino ad un determinato limite. Superato tale limite e metaforizzando la definizione di Shepard, il resto, o c'è oppure non lo si può ricreare...
Quando, come è capitato a me ieri sera durante una piacevole discussione, si scivola su di una della più classiche e scontate gaffe che si possano fare e la tua interlocutrice possiede indubbiamente le "curve" al posto giusto, è inutile abbozzare.
Una scusa ed un accenno di dignitoso e imbarazzato silenzio è forse la scelta dovuta.
Se poi dall'altra parte scatta la decisione di far valere la proprio femminilità ed il ruolo di Donna, beh in quel caso aleggia il rischio di rimanerne quasi ammaliati...

L